lunedì 5 maggio 2008

Giovane scopre un'amara verità: "Non ho futuro"

a cura di Idro Montagnelli

Siamo ad Arizzo, piccola cittadina all'ombra del noto centro termale di Vingonia, valle del Castrio, e il protagonista di questo dramma, Geief Chei, originario dell'Estistan, è in preda ad una grave crisi emotiva e personale. Decide così di rivolgersi ad una chiromante: "Per trovare delle risposte", dice ai nostri microfoni. Ma troverà solo altre domande: "E ben più gravi di quelle che adesso mi sembrano solo seghe mentali"

Si perchè la chiromante, dopo alcuni interminabili secondi intenta a guardare il palmo della mano sinistra del nostro sfortunato protagonista Geief Chei, alzando lentamente gli occhi inizia a piangere. "Allora? Può leggermi la mano, signora? Può leggere?", Geief implora la chiromante ma lei se ne resta immobile come perduta nell'oblio di una verità scomoda, di un oracolo amaro. "Signora, allora? Può leggere? Che c'è scritto? Sennò mi ridia i cinque dobloni che ho pagato!". La risposta? Dopo un ennesimo silenzio finalmente arriva, e tagliente: "Ragazzo, io leggo la mano della gente"
"Si, e allora?"
"Leggo, ma a patto che ci sia scritto qualcosa"
Ecco la tragedia che tinge con i suoi colori la vicenda: a patto che ci sia scritto qualcosa. Geief Chei non c'ha scritto niente nella sua mano, non ha futuro, niente, nisba, foglio bianco, tabula rasa. Prova a controbattere il giovane dell'Estistan: "Ma neanche un numero, uno scarabocchio, un W la Brenna?!"
"Niente"
"Non c'è scritto niente..."
"Niente"
E se ne esce dallo studio della chiromante in silenzio con la voce della vecchia che continua a ripetere: "Niente... niente..."
Adesso Geief vive più sereno, quei problemi che lo avevano messo in crisi sono stati ridimensionati e il vivere giorno per giorno lo ha reso un uomo nuovo. Ho fatto un'ultima domanda al ragazzo: "Cosa farai domani?"
E lui ha risposto: "Niente... o forse tutto"

2 commenti:

Anonimo ha detto...

perchè non prova a farsi leggere i piedi?

Anonimo ha detto...

o lo scroto