
a cura di Idro Montagnelli
E' un giovane freelance di Santa Caratellana Mare in provincia di Belloni e risponde al nome d'arte di Dioniso Trismegerio ma sulla carta d'identità si chiama Dioniso Trismegeri e con questo scatto ha vinto la 33° edizione del concorso fotografico nazionale "Premio Scatto Matto".
Il titolo ha conquistato la giuria tecnica presieduta dal grande fotografo Gunter Lafavette ritornato per l'occasione dal deserto del Ghimly dove stava realizzando il suo progetto faraonico di "Fotografia su Sabbia" dove scatta delle foto che immediatamente vengono proiettate sulle dune o stampate sui corpi dei cammelli. Al termine della premiazione abbiamo chiesto al Maestro Lafavette le motivazioni dell'assegnazione del premio:
"Calva riflessione mi ha conquistato subito, già dal titolo, anche senza vedere la foto... anzi, dopo che ho visto la foto non ero più così convinto... ma d'altronde le altre fanno tutte schifo... e poi Dioniso è il cugino della figlia del mio idraulico che così mi fa lo sconto... e poi volevo sottilineare che il cercare la propria anima attraverso la riflessione di questa pelata così tanto allegoria di una radura di ideologie nella foresta del nichilismo odierno mi ha fatto ricordare i miei inizi di carriera quando ero tutto dedito ad autoscatti e autoerotismo".
Non ci sono parole da aggiungere a queste così pregnanti del Maestro, vi invitiamo soltanto a soffermarvi ancora sulla foto vincitrice e ad abbandonarvi a voli pindarici intorno a quel cerchio magico e ancestrale protagonista di "Calva riflessione".
martedì 22 luglio 2008
"Calva riflessione" vince il Premio fotografico Scatto Matto
venerdì 18 aprile 2008
Post Bilunghismo, arte e tragedia
Il Bilunghismo post contemporaneo inizia la sua esperienza dagli anni cinquanta, periodo nel quale si scatenano diverse forme di protesta nei confronti degli ambienti aristocratici. L'idea della corrente olandese si fondava su di una pittura dalle forme allungate, proprio come il bilunghismo pre contemporaneo (vedi sez. Arte opere di Van Fioborre, ndr) con in più dei contenuti dalle impressioni popolari. Semplicemente per questo ebbe ampia diffusione e al tempo stesso breve durata. Il popolo ne aveva acclamato le forme, la massa, con la freddezza che solo essa conosce, aveva già rimpiazzato l'interesse. Forse il più grande post bilunghista fu quel Fiodorino Zeeman, che all'Italia deve il nome di battesimo e la madre. Purtroppo, colpito dal rapido abbandono del pubblico si tolse la vita con atrocità, inghiottendo vernice e malta fino a pietrificarsi le viscere. Lo ricordiamo col quadro "il calciatore e la palla" conservato presso il museo nazionale di Boost in Olanda.
(A sinistra, "Il calciatore e la palla", olio e china su tela - Fiodorino Zeeman, 1952)
venerdì 11 aprile 2008
Furto in galleria
BROCCAVILLA - Incredibile furto di un capolavoro inestimabile al "Museo Aldo Succi". La procura di zona ha ipotizzato che a portare via il dipinto dell'artista fiammingo Van Fioborre siano state delle persone abili e forse inserite negli ambienti delle gallerie private. Il colpo è stato sconvolgente soprattutto se si pensa che l'opera dal titolo "suonatore", tra le più famose al mondo, era la più apprezzata della collezione. Il capolavoro e simbolo del "Bilunghismo" pre contemporaneo ha da sempre attirato migliaia di turisti, garantendo ottime entrate alle attività alberghiere e di ristorazione locali.
L'economia di Broccavilla ne risentirà ma, ci sembra più importante, l'arte tutta perde al momento una delle sue espressioni più alte.
(In alto a sinistra: "Suonatore", olio su tela - Van Fioborre, 1936)
giovedì 3 aprile 2008
I Moscerini sugli occhi: arte o efferato assassinio?
Di sicuro questa mail che sta impazzando nel web sarà arrivata anche a voi, nostri affezionati lettori della Cipolla (abbiamo mantenuto colore e formato originali n.d.r.):
Oggetto: Oh mio dio!!!!.
Testo: "Nel anno 2007, Cicino Renato de'Scuarcialuppi, un finto artista panaguaiano, prese un moscerino per strada, lo afferrò e lo portò dentro una galleria d'arte e lì se lo ficcò davanti a tutti nell'occhio destro: Durante parecchi giorni, l'autore di questa orribile crueltà e i visitatori di questa galleria d'arte erano spettatori impassibili alla agonia del povero bestiolino, fino a quando finalmente mori' per stenti dentro l'occhio dello stesso Cicino, sicuramente dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario. Ti sembra forte??? Quello non è tutto: la prestigiosa Biennale Centromeridionale di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era arte, ed in questo modo tanto incomprensibile de'Scuarcialuppi è stato invitato a ripetere la sua crudele azione alla biennale di Trebibbio 2008. OSTACOLIAMOLO!!!".
A questo punto la redazione della Cipolla sarebbe lieta di saper cosa ne pensanate voi, nostri cari, intelligenti e curiosi lettori.Quella di Cicino è arte o grandguignolesca sadicità??? Operazione mediatica per rivalutare un artista senza arte ne parte (inventore tra l'altro del movimento "areofatico") o poetica metafora sulla vita?
A voi lardua sentenza!
Beniamino Cellamare nelle vesti della Redazione
lunedì 31 marzo 2008
(Scdsiafhajl!) Scarabocchio Art Festival
Bhertcia è la capitale dell’arte scarabocchiata. Si è svolta infatti durante la scorsa settimana la quinta edizione della mostra che ha come tema gli schizzi di autori di fama mondiale. “Non è bello solo quello che pretende di esserlo” ha così commentato ai microfoni della Cipolla l’ideatore e presidente dell’evento Ugo Prautl. Sedici padiglioni scarabocchiati, dalla sezione penna su quadernone, allo spazio più di nicchia dedicato ai tratteggi sugli elenchi telefonici, il pubblico ha confermato il successo degli scorsi anni, accorrendo in migliaia ad ammirare le opere contemporanee. Per la cronaca ha vinto nella sezione “Ricordi”, quella più acclamata dai presenti, lo scarabocchiatore austriaco Marcus Speitzl con il quadro intitolato “Ragazzaccio” (nel riquadro in basso a sinistra, ndr).
Ne possiamo ammirare l’espressività, la definizione della giovinezza così sbarazzina nelle linee spesso irregolari. L’appuntamento è per il prossimo anno sempre nella città degli schizzi e delle linee affrettate.
sabato 22 marzo 2008
La moda dei sassolini d'autore
Ognuno vive l’arte a modo suo, e l’approccio all’opera artistica è senz’altro individuale. Particolare è quello dell’emiro del Tegolanto (negli Emirati Arabi), Syad El-Torzhel. Il figlio di Abdul (noto negli anni settanta per il suo harem, tra i più grandi mai esistiti) si diletta a collezionare le opere in marmo degli artisti più famosi. Fin qui niente di strano, se non fosse che invece di costruire una Pinacoteca nella sua enorme villa, o di usare le costosissime opere per arredarla, Syad le riduce in sassolini, e le usa come brecciolino (o pietrisco) per il viale della dimora. Le auto di lusso, che colleziona, possono così adagiare i pneumatici su quelle che furono opere di capitale importanza.
Tra gli artisti finiti triturati ricordiamo McAbbert, Torquedo e anche il grande Bellinzoni. Ma le pretese dell’emiro non si fermano all’arte con temporanea, e in molti sostengono che siano finiti sotto la sua macine anche alcuni rinascimentali come Guaglione o Montemacchia, e alcune opere antiche come quelle dei Bassilatici.
Il mondo dell’arte è in subbuglio per quella che potrebbe diventare una pericolosa moda e, viste le risorse economiche dei possibili seguaci, distruggere le avanguardie artistiche del marmo. El-Torzhel, che si sente chiaramente il precursore di questa pratica, ha confidato che il suo obiettivo è incrementare la sua "collezione" con le opere in marmo più famose al mondo.
Robert Verza
(Nella foto in alto, il brecciolino dell'Emiro El-Torzhol, in quella in basso la sua dimora di Tegolanto)
giovedì 13 marzo 2008
“La quadratura” di Von Bokkin acquistata all'asta
Per un appassionato di arte minimale post-moderna “la quadratura” di Ektor Von Bokkin rappresenta probabilmente una tra le cinque opere più importanti della corrente avanguardista olandese.
Critici ed appassionati se la videro portare via dal Hoover Markvoofs Museum da una banda di psicopatiche assassine durante l'ormai tristemente nota rassegna “ Een verhaal vierkante krankzinnig” (una stupida storia quadrata). Come ricorderete, nel luglio dello scorso anno, quattro donne incappucciate ed armate si fecero spazio indisturbate tra la folla che assediava il museo, presero senza destare sospetti la tela di Von Bokkin e appena raggiunta l'uscita del H.M.Museum lanciarono nel salone (senza alcun motivo) alcune granate anti-carro, serrarono la porta d'uscita principale e si dilegurarono nel traffico di Wertftf. 15 morti e oltre 32 feriti fu il bilancio della strage di Wertftf.
De “la quadratura” non si è saputo più nulla fino a ieri quando ad un'asta fallimentare a Wertiftf il lotto 56/ab2 ceduto per 200 euro ad una giovane signorina, ha visto saltar fuori da un doppio fondo di una custodia l'opera di Von Bokkin perfettamente intatta.
Oltre all'opera, nel doppio fondo, è stata ritrovata un biglietto con sopra scritto “we hebben gedan” (siamo state noi). Solo apparentemente inutile, il biglietto è tra le mani della scientifica che sta cercando possibili tracce da seguire.
Quello che veramente importa (a parte i morti, i feriti e le delinquenti ancora a piede libero) è che il quadro sia stato ritrovato. E' proprio il caso di dirlo: una brutta storia finita nel migliore dei modi.
venerdì 7 marzo 2008
Che cos'è l'arte proposta a Tokyo 2008?
"Secondo voi riusciremo a cadere dentro al mare?". Si apre con questa domanda del tedesco Fuchs la quinta edizione della biennale d'arte povera, organizzata dalla fondazione Tokyo Toh.
In esposizione cinquantasette tra pitture e sculture provenienti da tutto il mondo e con un tema unico: il mare umano.
Tra le opere esposte si segnalano, oltre a quella dell'italiano Marcello Sottili (raffigurata in alto), le sculture di sale calcificato realizzate da Bihmu Blumo. Blumo, in questa triologia è riuscito a custodire in ogni senso il concetto di blu. Profondità, meditazione e mistero sono da lui finalmente resi liberi.
Le opere rimarranno esposte fino al dieci maggio.
(Superficie a marce ridotte, olio su tela - Opera di Marcello Sottili, in esposizione alla galleria d'arte povera di Tokyo)


