
( tempo di lettura: 55 secondi )
a cura di Intenso Momenti
A Tardo in questo bel paese di Bordiello, gli abitanti non camminano, bensì inciampano. Proprio così: inciampano, ruzzolano, si sdrumano e scivolano. Posto in vetta al colle di Val’Morso, il paese è costruito in discesa al 80%, le cui strade torte, sconnesse, dissestate, rendono difficile il percorso ai Tardonesi. Le case hanno i pavimenti in pendenza e i mobili inchiodati. Ai piedi di questa roccaforte del 1100 si erge un’immensa gru; una volta che gli abitanti sono “sdrucciolati” giù per il paese, la gru viene utilizzata come ascensore sovrastando tutto il paese dall’alto.
Regolarmente, puntuale, ogni 10 minuti si attiva per riportare gli abitanti di Tarda in vetta. Un paese all’avanguardia?, Beh no! Ma tradizionalisti si. Infatti, la gru raffigura simbolicamente l’antica catapulta, utilizzata dai loro antenati per farsi catapultare in cima al paese.
Questa gente, tuttavia è abituata a dialoghi veloci, azioni di fretta –quasi programmati- Questo perché la gente, ruzzolando, scivolando e precipitando, continua a fare la vita normale.
Abbiamo assistito ad una scena di vita quotidiana. Imbracato ad un palo mi sono messo ad aspettare.
Ad un certo punto, mentre un fruttivendolo teneva stretto un sacco di spesa fuori dal negozio, è arrivato ad alta velocità un tizio. Il suo nome, Carozzi. Mentre bestemmiava dalle capate sui muri e sull’asfalto, ha lanciato i soldi , prendendo in faccia il fruttivendolo, ma prendendo la busta al volo. Continuando a ruzzolare e cercando di rallentare:
- Scusiii!!, una domandaaa! Come si vive a Tarda?
- VAAAAFFFAANculoooooo!
-Grazieee!!
-oooooo!!
Grande senso dell'umorismo, hanno questi Tardonesi.
giovedì 23 ottobre 2008
Tardo, un paese "rampante"
sabato 4 ottobre 2008
Razzismo in via Cinciallegra
All'ora di punta al semaforo di via Cinciallegra dove si interseca la statale per Niquolano se ne sentono di tutti i colori.
La statale infatti si inserisce con una certa prepotenza e con scarse segnalazioni in una tranquilla via di bar e negozietti alla mano proprio di fronte alle mura della piccola cittadina fortificata dove spesso i bambini giocano a tirarsi i gavettoni incuranti del pericolo al quale sono esposti.
Se ne sentono di tutti i colori è vero perchè ormai per i vecchietti del paese è diventato il passatempo preferito: con le loro birre e i mazzi di carte da canasta si appostano sul marciapiede dell'incrocio con tanto di tavolino, sedie e megafono ad inveire e sproloquiare contro tutti gli automobilisti che attraversino Sberlengo ad una velocità superiore ai trenta all'ora che di fatto rappresenta per loro la velocità del suono.
I vecchietti di Sberlengo si sono riuniti in un'associazione che si chiama S.S. (Salvaguarda Sberlengo) e talvolta organizzano veri e propri cori contro gli automobilisti anche se solitamente si limitano ad offenderli gridando dentro al loro megafono "guidi come un cane" e nei peggiori dei casi "testa di cazzo" ...e mai, e ripeto mai, avrebbero pensato di dover mixare le due offese insieme contro la stessa vittima se non fosse stato che Ernesto Lavinta quel terribile venerdì scorso era in ritardo per ritirare il dolce per il compleanno della moglie Luigina Lagatta.Ernesto incurante delle S.S. ha attraversato via Cinciallegra a oltre 40 Km/h suscitando l'ira dei vecchietti che dapprima hanno iniziato con le loro classiche offese ma poi osservando meglio si sono spaventati alla vista di Ernesto che a causa di un incidente fu costretto cinque anni fa al trapianto dell'intera testa e per una serie di sfortunati eventi, complice l'urgenza dell'operazione, l'unica testa compatibile fu rintracciata nella testa del suo fido pastore tedesco Ruter.
Le S.S di Sberlengo hanno iniziato ad inveire contro lo sfortunato automobilista gridando "Testa di cane" e poi spinti dall'odio per la diversità, sono saltati sopra le loro moto d'epoca ed hanno inseguito, raggiunto e costretto a fermarsi il povero Ernesto. Quanto è seguito è quanto di più terribile si possa immaginare: hanno costretto il malcapitato a suon di scudisciate a mettersi a quattro zampe e a fare il riporto con la protesi di un braccio di uno delle S.S. e poi se ne sono andati in giro per Sberlengo con il povero Ernesto legato con un collare; si sono ubriacati ed hanno urinato nella piazza del paese e chiaramente Ernesto a quattro zampe ne ha dovuta tirare su una.
Ernesto è stato ritrovato davanti ad una ciotola di crocchette e in preda al panico il giorno seguente nella cuccia del cane del Sig. Alveolo Frotto (presidente delle S.S di Sberlengo).
Dopo le prime cure ha risposto così alle domande degli inquirenti:
-Uoff!
martedì 30 settembre 2008
Giovani drogati e privi di conoscenza, presto scarcerato Manggiossi

( tempo di lettura 40 secondi )
Manggiossi Cash, il profeta dai due Cognomi, è stato arrestato ieri mattina mentre teneva una delle sue lezioni di vita a Porrinata. Il famoso viaggiatore dei paesi e dell’anima è stato trovato insieme ad alcuni suoi studenti nei pressi di un campo di riso. I quattro ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni, e le due ragazze di età di 21 e 20 anni sono stati tutti trovati nudi e privi di conoscenza.
Manggiossi era intento a sciogliere delle Ghiande Australiane e blaterava di un episodio capitatogli a Mudululululu in Lulonia. «.. Ad un certo punto mentre il Dio del Rock dagli occhi vitrei, mi diceva: “Manggiossi , Tu devi correre a Fantasia, velocissimo Tu devi andare, perché lì io ho lasciato il violino che gli angeli della notte vogliono suonarlo…Un Dio dislessico, pensai..» Interrotto dall’arrivo dei Gendarmi, Manggiossi ha chiesto se poteva sciogliere insieme alle ghiande australiane, i gradi che il maresciallo teneva ben appuntati sul petto.
Uno dei ragazzi drogati e completamente nudo, alla sollecitazione di un nostro collega ha faticosamente sussurrato. “ Non ne posso più, ditegli di rullare quella canna e passalla. Sono sei ore che s’aspetta”. Alla nostra domanda, come mai fossero nudi, dove fossero finiti i vestiti. Il ragazzo c’ha risposto che il maestro li ha sciolti insieme alla droga australiana. A detta del maestro, la droga adulterata permette di entrare meglio in contatto con i partecipanti. Tuttavia, Manggiossi sarà presto scarcerato. infatti i giovani hanno dichiarato che non lo conoscevano e non sapevano nemmeno chi fosse. Un altra storia per Manggiossi tutta da raccontare?
Foto: Mangiossi allo stadio prima del derby Camporognone - Rognonese.
giovedì 11 settembre 2008
"Papà, sono tuo padre", dramma famigliare

a cura di Idro Montagnelli
Si tengono per mano attraversando la strada, stanno raggiungendo il parchetto dove c'è l'altalena e lo scivolo, i suoi preferiti. Ma i preferiti di chi? Del bambino o dell'adulto che l'accompagna? O è il bimbo ad accompagnare il grande? Si perchè C.G. e I.L. hanno scoperto una clamorosa verità che ha cambiato la loro vita. "Papà, sono tuo padre".
Il piccolo C.G. ha scoperto dopo delle semplici analisi fatte a scuola che aveva 73 anni e quello che credeva essere suo padre in verità era suo figlio e quella che credeva essere sua madre era in verità sua moglie che lo teneva da cinquanta anni lontanto dalla verità. Dopo una caduta di bicicletta C.G. aveva battuto la testa e aveva perso la memoria in più ha iniziato a regredire nel fisico fino ad assestarsi in un corpo dell'età di 12 anni circa. Probabilmente le cure sperimentali lo hanno in parte salvato dal tornare addirittura embrione. Ma il dramma è che ha una memoria che dura 12 ore e poi si resetta, forse una reazione a quelle cure speriementali. Così il tempo di scoprire la verità, incrociare la mamma moglie con lo sguardo malinconico, prendere per mano il padre figlio e dirgli tutto. Una passeggiata lungo mare e poi lo shock di nuovo e la memoria azzerata. "Papà, sono tuo padre", papà ero tuo padre, mamma eri mia moglie, ho fratelli? chi sono io? papà? mamma? ho paura del buio, ho paura.
lunedì 25 agosto 2008
Agguato ai boss di Conigliokie
Li vedete nella foto, Joe Padella detto "cudenna" e Manfred Susina, alla destra, chiamato anche "motaraio". Ieri sera sono stati vittime di un agguato durante la celebrazione del matrimonio di Martin Padella. (di Guido Macchia)
La cronaca: sei uomini col viso coperto hanno fatto irruzione nel locale dove si svolgeva il pranzo lanciando padelle e pentole sporche di sugo, poi sono fuggiti lanciandosi a bordo delle loro auto. Nessun ferito grave, viene assicurato dalle autorità, ma quello che preoccupa è la ripresa delle ostilità tra le famiglie dei Padella Susina contro i Succhialupi. Le due giovani leve della criminalità organizzata (nella foto) stanno ingrandendo i loro affari, dopo essere diventati in pochi anni i capi indiscussi della contea di Conigliokie. La loro carriera ha inizio in età fanciullesca quando si occupano di battaglie clandestine tra babbuini e alveari. Catturati dalla polizia e scontati tre annni di reclusione si rimettono in pista col commercio di olio di fagiano. Il loro successo non si ferma e sebbene le forze dell'ordine cerchino prove per incastrarli, loro si coprono le spalle appoggiando economicamente Alfred Freschino nella campagna elettorale che lo porterà alla poltrona di sindaco. È forse per questa crescita inarrestabile che George Succhialupi ha dichiarato apertamente guerra alla famiglia nemica. Le forze di polizia sono allertate e il codice di sicurezza si è spinto al massimo. Speriamo che non inizi una battaglia senza fine tra botta e risposta.
giovedì 17 luglio 2008
Scusi, mi sa dare un' indicazione? È dramma a Puterso

È accaduto a Puterso, un città di montagna di circa 200 mila abitanti: Mordo L, è stato preso ripetutamente a ghiandate sulla testa. Adesso è ricoverato con prognosi riservata. L’unica colpa è quella di aver dato un indicazione al signor Sforzeso O., ingegnere di fama nazionale, persona rispettabile. Tuttavia quest’estate così calda e afosa anche la persona più insospettabile può trasformarsi in ordinario folle omicida. Più o meno i fatti si sono svolti così:
- Mi scusi, buon giorno, sono arrivato da Morgagnio 200 km da qui pressappoco. Sono 3 ore di viaggio con sto caldo. Non ce la faccio più Me se rotto il satellitare Senta, devo andare in Via Curtonesi. Sa, devo consegnare uan cassa de ghiande al nipote del mi bis zio.
- Non c’è problema , purtroppo per arrivare quassù al Monte di Puterso ce vole de strada , curve e cervi morti..Ma poi, qua fa 40 gradi all’ombra! In montagna !, se rende conto?
- Come noo! Non vedo l’ora di arrivare dal nipote del mio bis zio per dargli questa cassa de ottime ghiande per guarnire le candele de cera
- Aah..belle si!! le candele de cera con le ghiande!ma è un ghiandaio lei?
- No io so un ingegnere amante della natura secca..
- intressante..Dunque, guardi, lei ora va a dritto, poi al secondo semaforo gira a sinistra-
- Ah okei….
- Prima del ponte va sulla destra. Poi a dritto, dritto , dritto superi una casa grande, gialla.
- bene molto gentil arrived…
Aspet.,Arrivato al curvane, rigiri a destra, poi fa il sottopassaggio , ma attenzione di tenga sulla destra.
- Ho capito, sbrodolo di un cane fagiano.. Ho capitoo, chiaroo.arrived..-
- .Aspet, Finito il sottopassaggio subito n’arta volta sulla destra.
- Senta c’ho da andà, so in ritard..%6@°#!!!
- Aspet, A questo punto lei può tagliare per i campi . oppure continui sulla centrale. Che preferisce?
- Si, senta forse e meglio che vada….
- Aspet, meglio la centrale, si, si piglia la centrale.!!
- ....via…Sento caraccelo de un tordo, me hai rotto il cazzo!! Non c’ho capito na segaa.niente, bastaaaaaa!!
- Aspet.. stia calmo, se lei continua sulla centrale al terzo semaforo ancora sulla destra ecco , ci siamo. Lei è arrivato ..è qui! Precisamente dove siamo adesso. Via Curtonesi. E lei dovrebbe essere il signor Sforzeso. C’ha le ghiande per il nipote del suo bis zio, vero? Beh il ragazzo è andato al mare. Le deve lasciare a me le ghiande.
..A questo punto i testimoni, per lo più negozianti. ci hanno raccontato che il dottor Sforzeso, è sceso dalla macchina ha aperto il portabagagli e una volta presa la cassa de ghiande, ha iniziato , con una ferocia inaudita, a schiantarle contro il signor Mordo. Il signor Mordo non ha fatto a tempo a scappare, è svenuto dalla paura. E il dott. Sforzeso ne ha approfittato per inveire sul corpo inerme.
Ancora sangue dunque in un estate appena inziata che si prospetta infernale.
a cura di Intenso Momenti
venerdì 13 giugno 2008
Alla XI edizione del festival dei “film lunghissimi” ha colpito la banda del taglio.
A cura di Intenso Momenti
Questa volta è successo a Frandicò per la XI edizione del festival dei “Film Lunghissimi” . Le vittime sempre loro, i vips. La Banda del taglio li ha colpiti e li ha rasati. I vips anche questa volta non si sono accorti di nulla; nessuno che li abbia visti ci raccontano delusi, tristi e affranti. L’attore Oriano Salario ( “Se mi dici vado, io vengo” e “Aspetta, prima tolgo la sicura della pistola” ) ha spaccato una vetrata con un veemente lancio del suo stivale: imprecando ed estremamente violento è stato portato via dalla Neuro Security. Secondo il dott Scazzini è la più classica delle crisi fashion. Ne avrà per qualche giorno.
La banda del taglio è stata impeccabile nel cogliere i vips ubriachi e narcotizzarli con i coktail lasciati sui tavoli che rendono immediatamente la vescica stimolata . La solita tecnica: entrano dal tombino dei bagni e con rasoi silenziosi radono. Aspettano le ore appesi sul soffitto. Si calano e colgono alle spalle, ma troppo tardi per i vips già narcotizzati da un componente della banda che tra i tavoli si aggirava precedentemente a sciogliere il narcotico dentro le bevande.
Ben 30 sono le celebrità che al risveglio, si sono trovate la mattina presto nei bagni della discoteca completamente rasati a zero. Purtroppo per i nostri occhi anche la bellissima modella Bigia Marina adesso è calva. E non fa una bella impressione vi assicuro.
Che la banda fosse spietata lo sapevamo, ma che avesse anche dell’ironia l’avevamo sottovalutato. Infatti, il regista J.Mc Gagliese, che domani sarebbe stato premiato sicuramente per il suo eccellente film “ La stessa persona”, ha esultato inizialmente, perché svegliatosi si è accorto che era l’unico a cui non avevano rasato i capelli. Tuttavia, di fronte all’intervista rilasciata alla Tv Cno, Gagliese ha starnutito e il parrucchino, a cui evidentemente è stato tolto l'adesivo, gli è scivolato sul naso. Imbarazzo , ma anche grosse risate delle persone presenti. Unico indizio: la solita foto del loro simbolo appesa alla porta del bagno.
giovedì 29 maggio 2008
Non si trovano ancora i due vecchietti assassini, a Falagna è "corsa" contro il tempo
A Falagna, la popolazione è molto longeva. Un milione di abitanti per un età media di 98 anni. Non esistono giovani. È un paese vecchio, che andrà a spopolarsi entro pochi anni.
Qui a Falagna la vita però è tranquilla; scorre tutto molto lento, non c’è baccano per le strade e si respira un'aria sonnacchiosa. Da lontano si sentono le bestemmie per un re di briscola scartato troppo presto o per un unghia incarnita. Insomma, un paesino da sempre ridente, o meglio sdentato. Negli ultimi giorni però sta accadendo un fatto drammatico per tutta Falagna.
Stullo e Stella Ranzo, precisamente di 103 e 110 anni, sono spariti giovedì scorso dal proprio appartamento in cui vivono insieme alla figlia Angine Baturla. “Usciamo a sgranchirsi un po’ le gambe, e poi s’amazza tutti, che questa gente ci sta sui coglioni!”, ci racconta Angine che nel frattempo era intenta alle pulizie di casa. “Non gli avevo dato ascolto - spiega Angine - per il semplice fatto che i miei genitori non si muovono dal letto da molti anni”. E invece, una volta entrata in camera, Angine si è accorta con sorpresa che Stullo e Stella erano usciti di casa. La cosa più spaventosa è che il fucile era sparito da sotto il letto.
La famiglia, che abita al decimo piano piano di un palazzo di lusso, è al centro di una triste storia. Ma andiamo con ordine. Angine una volta accortasi che i genitori erano usciti, si è recata fuori dall’appartamento. Angine all’età di 80 anni non cammina più bene come una volta, e quindi con il suo passo lento non riusciva a raggiungere i due genitori che a passo lentissimo sfumavano dietro gli angoli dei lunghi corridoi del palazzo, uccidendo a colpi di fucile a chiunque incontrassero. “Io cercavo in vano di avvicinarmi a loro, e Stullo, il mio babbo, mi faceva il verso del dito medio, mentre Stella, la mia mamma, s’alzava la vestaglia e si batteva la mano nel pannolone facendomi le smorfie. L’ho inseguiti per due 2 giorni interi all’interno del palazzo.. Abbiamo fatto ben due piani! Loro ammazzavano tutti!! Oddio che incubo”
Un respiro affannato e un ritmo angusto per tutto il palazzo. Colpi di arma da fuoco e anziani morti sulle scale, sui cigli delle porte, ovunque sangue.
Dopo due giorni è intervenuta la polizia che è stata "prontamente" avvertita da una vicina che sentiva le pantofole scivolare “affannosamente” sulla morbida mochette. Ebbene i due poliziotti di circa 101 anni e 106 anni, con pistole tremanti alla mano, hanno preso l’ascensore per recarsi nei piani alti, ma una volta arrivati al piano segnalato, non trovavano Stullo e Stella che si erano dileguati. I due poliziotti si sono messi alla ricerca dei due anziani. Tuttavia, visto l’età dei poliziotti il loro inseguimento è stato molto difficoltoso. Nel palazzo quel giorno era rotto il condizionatore, la temperatura all’esterno superava i 35 gradi. Dopo 5 giorni i poliziotti sono stati trovati assetati e deperiti.
Il caso rimane ancora aperto. I due anziani non si trovano. L’unico indizio? I catarri sputati su tutto il pavimento dei corridoi. Gli esperti dicono che dentro il pannolone di Stullo ci sono proiettili “per un esercito” 30 le vittime in tutto. Non solo Angine è disperata, tutta Falagna è in preda alla paura.
lunedì 19 maggio 2008
Tragedia sfiorata: si affetta una spalla, ma è salvo
a cura di Idro Montagnelli
Siamo a Dermenate Cogliasco (GH), e siamo a scrivervi di una tragedia mancata, una tragedia casalinga, una tragedia che parla di lame, trapianti, pianti e che ha un giovane uomo come protagonista. Lui è Franco Franco, figlio del noto imprenditore dermenatese Saro Franco. "Mi trovavo nei pressi della cucina, ero appena salito dalla cantina con del salsicciocollo (noto insaccato della zona, ndr), quando ho visto l'affettatrice, come sempre, in cucina..."
E il nostro Franco, preso come da un torpore antico, ancestrale, quasi viscerale, invece che affettare lo squisito salsicciocollo posiziona nell'affettatrice la propria spalla sinistra e inizia ad affettare, anzi, affettarsi. "Ero come invasato, preso da una cieca libido auto distruttiva, avevo appettito di me... per l'esattezza avevo appetito della mia spalla...". Ma come può accadere questo ad un ragazzo certo equilibrato e di buona famiglia, un ragazzo di poco più di trentanni? Franco Franco oggi può dirsi salvo e con una risposta alla sua disavventura. Si è trattato infatti di un curioso caso della rara Sindrome Delolmo, nota alla letteratura medica fin dai primi del '900. Franco infatti tre anni fa aveva subito una grave rottura alla spalla sinistra e gli era stata curata con pezzi di osso di spalla di maiale, da qui lo scatenarsi dei sintomi della rara sindrome. Il primo caso, quello del 1907, parlava dell'uomo a cui era stata sostituito un pezzo di costola con un costoliccio, era morto sdraiato su una gratella gigante cotto dalla brace ardente. Curiosità sulla curiosità, la disgrazia era avvenuta sul monte Noligna alle cui pendici sorge proprio Dermenate Cogliasco. "Forse diventerò vegetariano o girdiniere... chissà però se finirò col tagliarmi le piante...dei piedi...", e con questa battuta di spirito dello stesso Franco, lasciamo la tragedia con un assaggio di ilarità.
mercoledì 14 maggio 2008
Basta pipì nell'alimentari!
Non ce la faceva più, Altiero Ginepraio, gestore dell'alimentari "Mozzica" sulla statale numero 4 tra Camporognone e la frazione di Fina Secca. Il continuo via vai di automobilisti che entravano e uscivano dal locale soltanto per approfittare della toilette lo ha spinto a compiere un gesto estremo, e disperato.
"Non sopportavo di vedere decine, centinaia di viaggiatori che, quotidianamente, usavano il nostro alimentari soltanto per svuotare la vescica. Una pratica che ha sporcato per anni il negozio senza portarci un soldo, obbligandoci addirittura a onerosi lavori di manutenzione".
Così un bel giorno ha deciso di mettere la parola fine a questa storia. Armato di calcina e cazzuola ha letteralmente murato la porta della toilette, piazzandoci davanti un bel cartello per scoraggiare i più audaci e incontinenti. Il W.C. successivo e a più di sei kilometri di distanza, al Bar Collo in piazza a Fina Secca, ma questo non sembra aver impietosito il Ginepraio. "Non mi interessa, qui si viene per mangiare, non per pisciare. Chi non ce la fa scoppi!" ha concluso caustico ai nostri microfoni.
Un grosso problema per i viaggiatori dalla pisciata facile, per di più se si considera che i sei chilometri fino al paese serpeggiano lungo una strada a strapiombo sulle foreste incontaminate della regione: non c'è una piazzola per fermarsi a svuotare!
L'amministrazione comunale di Fina Secca sta vagliando le carte per capire se la mossa autoritaria del Ginepraio sia legale. "Vedremo se intraprendere un'azione legale contro il Ginepraio - ha affermato l'assessore ai trasporti Luigina Tirasecco - anche se temiamo che le corse degli incontinenti possano creare gravi problemi alla viabilità di questa importante arteria e soprattutto alla sicurezza delle persone".
Anche noi della Cipolla ci sentiamo di rivolgere un piccolo monito a tutti gli sventurati dalla vescica piena: prundenza!
mercoledì 7 maggio 2008
Allarme sicurezza a Bregobbio
di Sir Charles Littlegood
Un omicidio efferato ha sconvolto la quiete di Bregobbio.
Due giorni fa, era una calda sera a Bregobbio. Il sole stava dolcemente scomparendo dietro i pendii coltivati a vitigni delle campagne circostanti, i cittadini rincasavano alla spicciolata mentre le mogli più premurose preparavano deliziose cenette. Dalle finestre ai piani bassi usciva il profumo delle cucine, da alcune la ragliante Telepannocchia faceva compagnia ai single e alle matrone indaffarate intorno ai fornelli.
Lucia Pitocchi stava tornando a casa. Aveva trascorso tutta la giornata all'università, come d'abitudine. Erano giornate intense, quelle, tutto lo staff del professor Gino Claudio Orazio Zardellone stava lavorando alla messa a punto del saggio sulla vita dei microbi che sarebbe uscito sul numero successivo di Scoperte&Invenzioni. Tutto il laboratorio era in fibrillazione, stanco, stressato, ma soddisfatto per gli stupefanti risultati della loro ricerca.
Lucia sentiva già il sonno appensantire le sue palpebre. Osservò svogliata gli ormai tipici cartelli che ammonivano sul rischio di un invasione di rane, pensò alle strane storie che aveva udito qualche sera prima da Nonno Jattolo su presunte strane creaturine che abitavano le grotte circostanti il paese. Sorrise. Ormai conosceva l'aura magica e un po' strampalata della sua città d'adozione, ma ancora non riusciva a non guardare con un po' di scientifico distacco quelle balordaggini. Ma Bregobbio le piaceva così...
Percorse rapida il corso, poi svoltò a sinistra nel quartiere dei Tre Pini. Di vicolo in vicolo in poco tempo sarebbe arrivata a casa. Gianni sicuramente la stava aspettando, probabilmente aveva già messo qualche sfiziosa prelibatezza sul fuoco. Il giorno precedente l'aveva sentito vaneggiare di un aperitivo salato alla fragola... Arricciò il naso pensando alla faccia entusiasta che avrebbe dovuto ostentare di fronte a quell'ennesima stramberia. Ma Gianni era un bregobbiese doc e, per questo, anche lui le piaceva proprio così...
Mentre fantasticava sul suo lavoro e sulla sua cena, percorrendo Via dei Salici Piangenti, si sentì strattonare alle spalle. Un energumeno incappucciato la spinse con violenza verso il muro scorticato di una casa e le piantò una mano zozza e sudata sul collo.
"Tieni ch'uscì i soldi!", rantolò con un accento lontano mille miglia dalla cantilena dinocollata bregobbiese. "Tieni ch'uscì i soldi u t'eschiu i budelli!" gridò l'uomo con maggior convinzione.
Lucia avrebbe voluto gridare, ma la morsa dell'assalitore le serrava la giugulare e gli strozzava il fiato in gola. Provò a dimenarsi, a sgusciare via, vanamente. Iniziò, arresa, a cercare il portafogli nella borsa. Cadde una piccola trusse, uno specchietto si frantumò in milla pezzi.
All'improvviso dette un ultimo, disperato strattone e colpì il manigoldo alle parti basse. Questi mollò la presa e lei, con gli occhi chiusi solcati da lacrime terrorizzate, iniziò a correre sulla leggera salita di Via dei Salici Piangenti. Ma fu tutto vano. Dopo quattro o cinque passi il rapinatore era di nuovo su di lei, l'aveva scagliata a terra e continuava a colpirla con quelle sue forti manacce putride.
Così l'ha trovata l'ispettore Guazzabugli quando è arrivato sulla scena del delitto: riversa al suolo, faccia a terra, il tailleur panna sporcato da un abbondante pozza di sangue scuro che iniziava a raggrumarsi. Poco distante, i resti dello specchietto. Lucia aveva il cranio fracassato, il cervello spappolato. Doveva essere morta quasi sul colpo, pensò Guazzabugli, ma in preda ad atroci sofferenze. Dell'assassino nessuna traccia, anche se avrebbe dovuto aspettare i risultati della scientifica (che, ironia della sorte, opera proprio nel laboratorio a fianco a quello di Lucia).
Per il momento gli inquirenti hanno in mano soltanto la vaga e frammentaria descrizione di una residente di Via dei Salici Piangenti. La foto è stata affissa a tutte le cantonate della città, in tutti i bar campeggia l'identikit del losco figuro. La polizia ha rivolto un appello a tutta la popolazione: "Bregobbiesi, non uscite di casa dopo il tramonto, se non in compagnia!".
Sulla cittadina della spensieratezza e della castroneria è calata da due giorni una cupa e tetra cappa di gelo e di paura. Paura che Lucia possa essere soltanto la prima di una lunga serie di vittime innocenti.
lunedì 7 aprile 2008
Si fingono in difficoltà, in realtà sono spietate!
MOELELLA (AB) - Bilancio finale? Cinque scout contusi e tre CL con le ossa spezzate. Siamo a Tor di Muss nell'Agrodolosite, la vallata resa celebre dalle sue marmellate e dalle fabbriche di chiodi. Adele H. e Rosannina G., 91 e 81 anni, sono ora in stato di fermo nel lontano carcere di Moelella loro che, mussine purosangue, non avevano mai lasciatol'Agrolosite neanche per 5 minuti. Due giorni di pura follia che hanno portato le due vetuste a commettere ben 8 attentati plurimi alla vita di Terzi.
Fingendosi deboli e malate le due megere adescavano scout e gente caritatevole per farsi aiutare ad attraversare la strada, una volta in mezzo, Adele e Rosannina prendevano per un braccio i malcapitati samaritani e li buttavano, con tutta la forza che avevano, sotto le macchine che stavano passando, per poi scappare come se nulla fosse. Un ecatombe di buoni valori e sani principi finita male per le due perfide arpie grazie all'intervento dell'eroico Egidio Macculino, il famoso Bagheera dei lupetti locali che, fingendosi uno di Comunione e Liberazione, alla richiesta di aiuto delle due ha tirato fuori il tesserino scout e le ha portate di forza alla più vicina sede A.G.E.S.C.I. per punirle a suon di calci nel sedere (tipico rituale punitivo dei bandanati) e consegnandole in seguito alle forze dell'ordine. Indignato il mondo politico e quello della Chiesa. Questa domenica all'Angelus il papa dirà due paroline a tutte le vittime dei soprusi della terza età.
B.C.
venerdì 4 aprile 2008
(leggiamo e pubblichiamo)
"A Casinalunga i sei operai stavano lavorando all'implementazione della circonvallazione quando all'improvviso sono entrati in sciopero della fame e della sete. "La circonvallazione diritta non la facciamo" era lo striscione che campeggiava l'indomani nel cantiere. Mancavano solo 2,7 metri al completamento della strada ma i sei, gli unici uomini della Fridonia capaci di azionare una betoniera, si sono rifiutati di terminare l'opera. Uno è morto sicuramente di sete..." Mauro P



