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giovedì 29 maggio 2008

Mai più pelati: scoperto un rivoluzionario rimedio naturale alla calvizie


Un team di ricercatori di Lognano (UP) ha scoperto che alcune particolari protenine aiutano la ricrescita dei capelli fino a rigenerarne i bulbi. La Calvizie, un problema di tanti, un dramma di alcuni, pare si possa sconfiggere. Ma in quali sostanze si trova questa proteina?


La proteina DP2 viene generata nel processo digestivo del pollame, tra lo stomaco e l'intestino. Nonostante gran parte del suo potenziale venga perso durante la digestione possiamo trovare consistenti dosaggi di proteina negli escrementi delle comuni galline. L'equipe di ricercatori, guidata dal sapiente cervello del professor Cenerisco (ordinario di biologia alla Stennedailand University), sta sintetizzando la proteina. In pochi anni sarà dunque in commercio la miracolosa fialetta che fa ricrescere i capelli. Gli studiosi però assicurano: anche la semplice applicazione di escrementi di comune pollame può dare i suoi effetti. Le applicazioni devono essere fatte almeno una volta ogni tre giorni e durare almeno un'ora. Attenzione però, solo gli escrementi freschi possono dare risultati. Poche ore dopo la defecazione la proteina resta nella cacca soltanto in minime quantità.

Robert Verza

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mercoledì 7 maggio 2008

"Son cazzi tua!" È la risposta che fa sentire bene.

Le ultime ricerche sulla comunicazione salutogena hanno dimostrato che rispondere ai problemi delle persone con un perentorio : “ Son cazzi tua!” fa stare decisamente meglio colui che sente il disagio. Una riposta altruistica dunque. Frasi come:

-"Ma lo sai che mi hanno rubato la radio?"
-"Bene, sono Cazzi tua!"

-"Oggi ho un mal di stomaco incredibile, e anche un po’ di febbre"
-"Bene, son Cazzi tua!"

«Sembra strano ma è proprio così, fa bene a chi soffre». Conclude con queste parole il dott. Moreno Scàzzinì al meeting sulla comunicazione salutogena tenutasi a Stargiano in provincia di Grugnano.
“Son Cazzi tua!” è la risposta più efficace che impone una certa responsabilità al soggetto che in quel momento ha richiesto di condividere uno spiacere, ha spiegato Scazzìnì. Il disagiato, non solo capisce che la responsabilità e l’impegno sono due risorse inequivocabili, ma ritiene anche che da solo ce la può fare. Infatti “Son cazzi tua!!” aiuta il disagiato a rendersi conto che nessuno può risolvere il suo problema se prima di tutto le risorse non le trova da solo. Trovate le risorse per reagire e stare meglio, il disagiato potrà rispondere alla prima occasione in cui incontrerà l’interlocutore: “Ora sto meglio….Tutto apposto, e vaffanculo vai!” Il risultato ? il sofferente si sentirà libero e felice. Parola del dott. Scazzinì

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giovedì 24 aprile 2008

Un solo istante della vita degli umani equivale a circa un anno della vita dei microbi

Un'importante ricerca dell'O.I.M.T.T. (Osservatorio Internazionale dei Microbi di Tutti i Tipi) ha prodotto finalmente una straordinaria scoperta che rivoluzionerà l'igiene delle nostre case!

Incredibile risultato dopo anni di esperimenti condotti dagli studiosi dell'O.I.M.T.T su microbi appartenenti alle diverse tipologie esistenti in natura, è stato infatti provato che la scansione del tempo nella vita di questi fastidiosi microrganismi – che infettano da sempre i nostri cibi e le nostre case – è molto più lenta rispetto alla concezione umana dello scorrere delle lancette.
Le statistiche dimostrano che, fino ad oggi, grandi quantità di cibi venivano giornalmente buttate via dopo essere accidentalmente cadute sul pavimento, questo perché l'O.M I. (Organizzazione mondiale igienisti) raccomandava di non ingerire nulla che fosse stato potenzialmente attaccato dai microbi.
Gli studiosi dell'O.I.M.T.T. hanno cronometrato per anni – grazie ai fondi di ricerca del ministero – le azioni dei diversi tipi di microbi conosciuti rilevando che in un solo minuto gli eventi che si susseguivano nella vita dei microrganismi erano innumerevoli. È sorto dunque il sospetto che tali organismi non vivessero con la stessa scansione del tempo propria degli esseri umani e si è deciso di creare per fini scientifici un allevamento di microbi della terra e della polvere, gli esemplari più diffusi. Grazie alla faticosa ricerca condotta a livello internazionale dal Prof. Limpie Mas, dalla Dott.ssa Niaca Ammo e dagli studenti della Facoltà di Scienze della Pulizia di Camporognone si è arrivati a scoprire che un istante della nostra vita corrisponde ad un anno circa per i piccoli ma fastidiosi nemici dell'igiene.
Quante risorse alimentari saranno adesso risparmiate! Non sarà più necessario buttare via fette di pane imburrate, fette di salame, acini d'uva ed altre prelibatezze volate sul pavimento, anche sulle piastrelle più sporche!
Sarà sufficiente raccogliere l'alimento entro due secondi, due secondi e mezzo, scrollarlo un po' dalla polvere e mangiarlo poi tranquillamente senza pericolo di attacco dei microbi che non avranno avuto il tempo di organizzarsi per aggredire i cibi, loro fonte di sostentamento principale.La comunità scientifica ringrazia l'O.I.M.T.T. per l'importante scoperta che permetterà di risparmiare grandi derrate alimentari, e un plauso si alza anche dalla comunità degli scansafatiche che potranno tranquillamente fare a meno di passare lo straccio in cucina.

di Elisa Sognicosa

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mercoledì 16 aprile 2008

Allarme Ghiaia killer: ingerirla può far male. Gli esperti: giovani, andateci piano.


Kentaky City - E' da anni che sentiamo di frequente la stessa domanda. Mangiare ghiaino fa bene o male alla nostra salute. Finalmente, dopo anni di discussione, sembrerebbe esserci una risposta definitiva: fa male. Se ne è parlato a Kentaky City all'ultima convention indetta dai maggiori luminari del campo e cioè il dott. Ernest Kobayashi e il dott. Tobe McLusky, una vita passata a studiare l'annoso problema. "Mi duole dirlo" fa presente al simposio il dott. Kobayashi "ma siamo arrivati alla conclusione che ingerire della ghiaia può portare a dei problemini con il nostro organismo, quindi, e mi rivolgo a tutti i genitori ed educatori presenti, tenete lontani i nostri bambini dai sassolini". "Abbiamo visto che chi assume di frequente breccino grezzo per tutto l'arco della sua vita, alla lunga può sentirsi male" chiude lapidario la convention il dott. McLusky.
Come c'era da aspettarsi non si è fatta attendere la risposta stizzita e indolete di uno dei maggiori produttori di Ghiaia nostrana, il trebibbiese Anselmo Dell'olio "Se si aspettino che io smetta di produrre ghiaia, loro si sbagliassero di grosso, dicevono così anche per il caffè, poi!!! Hai presente te, no???". Si ho presente.
Aspettiamoci quindi nuovi sviluppi per quella che sembra un'infinita querelle degli anni duemila.

B. Cellamare

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sabato 29 marzo 2008

Le ghiande di ponera sono contagiose per l'uomo?


Pubblichiamo di seguito un mail arrivata alla redazione e la risposta del Prof. Moreno Scàzzìni. (Nella foto il suo ultimo libro, Somazina)

"Ho un amico a Ponera e sono preoccupato. Anche perché la famosa pizza bianca alla ponerese è fatta anche col le ghiande. O sbaglio? Professor Scazzìni, è possibile che l'esplosione dei maiali contagi anche l'uomo?"

Anonimo

"Caro signor Anonimo,
dopo attente ricerche ho potuto constatare che l'implosione dei maiali non contagia assolutamente l'uomo. Tuttavia, in passato si sono presentati alcuni casi di implosione umana, dovuta però, all'ingerimento di una quantità superiore alle 600 Sbride delle ghiandole suddette. Riporto qui di seguito, un passo dei racconti uterifizi medievali raccolti nell'antica biblioteca di Ponera:" Sul 1100 at Ponea, si svolgea la premea sagrea de le ghiandea. Unea campionatos tra velox ingurgitos fue l'attrazionea; il plux grosso pesavea 170 kiolini. Quanta multitade genti rimanea esterefattea a la vista del campionis que eplodea mentrea esibivea la magistatis Ghianda d'Or. Morea." ( Padre Pursio Giusepio 1120d.c). Il racconto non evidenzia se il campione della gara esplose per effetto endogeno causate dalle ghiande, o perchè ne mangiò veramente tante. Per quanto riguarda il ragazzo che ha menzionato, e cioè l'amico, dopo avere mangiato la pizza alle ghiande di Ponera, stia sicuro, non è imploderà. Ma non gli starei tanto vicino in quetsi giorni!! ahahahahaha! scusi, quando penso alla scureggiosi ghiandolaris, mi scappa sempre da ridere".

Per Lacipolla,
Dott. Scàzzinì


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lunedì 10 marzo 2008

La mattina al risveglio ti senti stanco? Parla con i Piedi!



Capita di svegliarsi la mattina e sentirsi già stanchi: un senso di spossatezza ti permea tutto il corpo, affiorano all'istante dubbi e pensieri negativi, ti senti indolenzito e non hai voglia di fare nulla già dopo pochi minuti dal risveglio. Il tuo sonno non è risolutivo a causa dell’eccessivo stress accumulato? A causa di stati d' ansia ? Si sta prospettando un disturbo depressivo?.
Gli ultimi studi sulle dinamiche del sonno, realizzati dalla scuola di Psicosomatica di Chirignaso sul Lago Apollo, hanno smentito che alla base di questo generale malessere ci siano motivi legati, appunto, ai disturbi d’ansia o ai disturbi dell’umore. Infatti, la ricerca guidata dal Prof. Jhonathan H. Michele Sbrulloni (psicosomatologo di chiare origine italiane, suo padre aveva una famosa formaggeria a Pienza ) ha evidenziato quanto nel risveglio sia necessario parlare con i piedi: «Parlare con i piedi -ci dice il Prof. Sbulloni- è il rimedio per partire di slancio la mattina appena alzati e annullare il malessere generale del corpo e dell’Io. Due o tre minuti dedicati ad un colloquio profondo, autogeno e soprattutto supestiziale*, aumentano l’autostima dei piedi e un miglior risveglio di tutto l’essere in sé. Questo perché, i piedi all’incirca hanno bisogno di 10 minuti, rispetto alle altre parti del corpo, prima di attivarsi completamente. Sono in definitiva, fuori ritmo pisco-fisiologico ».
“Oggi piedi farete grandi cose!”, “Caro piede sinistro e caro piede destro salutatevi e massaggiatevi piano piano”, " Adesso respirate con me in in simbiosi per ritrovare l’armonia fetale”, sono alcune delle frasi, coadiuvate da specifici esercizi fisici, che devono essere ripetute quotidianamente seduti sul letto con i piedi rigorosamente nudi sul pavimento ghiacciato. Finito il training, l’ultima frase, ci raccomanda il prof Sbrulloni, deve essere “ Svegliatevi ora miei carissimi piedi, perché io non sono un coglione!”.
La pratica dialogica non permette ai piedi di comunicare negatività a tutta la persona nel primo risveglio, mantenendo comunque l’integrità quotidiana evoluta e il rispetto anticosmico retrivo**“.

*supestiziale = crederci sorprendentemente
**anticosmico retrivo = senso di appartenenza alla retrologia
Psicosomatologico diatesi-stress

dott. Jmon Scàzzini

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sabato 8 marzo 2008

I millepiedi della bellezza

a cura di Ernesto Baboden


Millepiedi per diventare belli. Sembra uno slogan di una società podistica o di una palestra alla moda ed invece si tratta dell'ultimo ritrovato in fatto di cosmesi genetica.
Catherine W. Godwoman è una tra i più illustri cosmesi-genetici contemporanei e le sue teorie hanno rivoluzionato il modo di applicare la ricombinazione genetica alla cosmesi: la sua più importante teoria si basa sugli studi genetici condotti alla fine degli anni '80 sul genoma delle persone brutte che confermò in modo inconfutabile come calvizie e bruttezza siano delle vere e proprie malattie genetiche.
In particolare C.G.Godwoman ha mostrato come nelle persone brutte e calve la differenza di alcuni geni porti ad una maggiore produzione di alanina rispetto alla valina. Gli studi della Godwoman non si sono certo fermati a questo: la giovanissima ricercatrice ha infatti scoperto, proprio in questi giorni che nelle zampe di alcuni tipi di millepiedi vivono e si riproducono particolari macro- cianobatteri che possono essere utilizzati per via orale, come vettori in grado di ricombinare in modo selettivo e mirato la mappa genetica dell'individuo.
In altre parole ingerendo dei batteri che si trovano sulle zampe di alcuni tipi di millepiedi è possibile diventare belli.
Non appena è stata divulgata la notizia in migliaia sono scesi per le strade a scavare nei parchetti sotto casa alla ricerca di millepiedi da succhiare: orde di brutti depressi dal loro stesso aspetto esteriore a rovistare tra i fanghi e le melme alla ricerca dei millepiedi in grado di donare loro la bellezza.
In molti paesi, siamo certi, sta per diventare una moda, un costume: in tanti si danno appuntamento al laghetto di pesca sportiva, nei prati o nei boschi per andar a cercare millepiedi da leccare (meglio se ancora vivi) e tornare, come garantisce la Godwoman, belli in pochi giorni
.

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